I Social Media e il risorgere dell’Estrema Destra in Europa
- Simone Micillo

- 30 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Il panorama politico europeo, in generale, sta vivendo una trasformazione radicale guidata non solo dalle piazze, ma soprattutto dagli schermi. Per i giovani della “Generazione Z”, il confine tra realtà e feed digitale è sempre più sottile, quasi inesistente, ed è proprio qui che la destra radicale sta vincendo la battaglia dell’attenzione.
Lo abbiamo notato in paesi come la Germania, la Grecia, l’Italia e la Francia. La normalizzazione della Destra Radicale, i suoi strabilianti risultati elettorali e la sua influenza sulle nuove generazioni si relazionano direttamente alla proliferazione di influencers sui diversi Social Media che, mediante un linguaggio semplice, populista e immediato, si trasformano, per molti, nell’unica fonte d’informazione indiscutibile.
In Italia, l’uso magistrale di piattaforme come TikTok e Instagram ha normalizzato messaggi che fino a poco tempo fa erano confinati ai margini e considerati non politicamente corretti. Il Corriere della Sera, per esempio, riporta il seguente titolo: “La capacità di sintesi dei social trasforma slogan complessi in verità assolute per una generazione che cerca risposte rapide a problemi strutturali.” Questo microconsenso a cui fa riferimento il quotidiano, si traduce in un voto identitario sempre più marcato.
In Francia, il successo di figure che dominano i social ha costretto i media tradizionali a rincorrere ai ripari per non soccombere. Le Figaro osserva che questo spostamento a destra è alimentato da una percezione di insicurezza culturale: “Le piattaforme digitali sono diventate il nuovo terreno della battaglia culturale di Gramsci, ma ribaltata a destra, dove il concetto di identità nazionale viene difeso come un bene di consumo immediato.”
La Spagna non fa eccezione: se fino a poco tempo fa si considerava un’isola di resistenza in un’Europa che girava a destra, il fenomeno segue una scia simile. Lo testimoniano i sondaggi elettorali e le elezioni regionali. Il quotidiano El País ha recentemente sottolineato come le reti social abbiano facilitato una polarizzazione senza precedenti: “L’algoritmo non premia la moderazione, ma l’indignazione; i giovani si trovano immersi in bolle informative dove la retorica nazionalista appare come l’unica ribellione possibile contro il sistema.” Per molti giovani spagnoli, partiti come Vox non rappresentano il passato, ma una forma di controcultura digitale.
L’influenza delle reti social non è neutrale. Creando camere d’eco che premiano l’emotività rispetto al dibattito nazionale, i social media stanno agendo come catalizzatori per una destra che sa parlare il linguaggio del futuro per vendere una visione del passato. Se l’Europa vuole comprendere il suo domani, deve smettere di guardare solo alle urne e iniziare e decodificare gli algoritmi.






