Dipartimento della tregua: Trump cerca il dialogo con Xi
- Maddalena Pareti

- 31 ott
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Giovedì 30 ottobre si è svolto a Busan, in Corea del Sud, l’attesissimo vertice tra il presidente statunitense Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping, per consolidare la tregua commerciale tra i due Paesi che ha sconvolto il commercio globale.
Si stima che l’accordo possa rilanciare lo scambio commerciale tra le due nazioni, precedentemente inibito dai dazi imposti dal presidente americano. «É stato un incontro straordinario», ha commentato Donald Trump riferendosi al colloquio con la controparte cinese, durato poco più di un’ora e mezza, meno di quanto ci si aspettasse. Il tycoon ha definito i colloqui «un 12 su 10», mantenendo una narrazione che lo dipinge come un abile negoziatore, sia nei conflitti armati sia nelle guerre commerciali, alimentando la retorica di Trump come «uomo della pace».
Il ministero del Commercio cinese ha affermato che il Paese rinvierà di un anno i controlli sulle esportazioni di terre rare – pur senza indicarle direttamente –, mentre gli Stati Uniti non aumenteranno i dazi come previsto. Una conciliazione sulle terre rare era molto attesa dopo che la Cina, all’inizio di ottobre, aveva annunciato il divieto di esportazione di questi materiali cruciali per l’elettronica e le attrezzature militari. Non si è fatta menzione delle restrizioni su metalli e magneti imposte ad aprile e dicembre, che rendono necessarie licenze per l’esportazione verso America ed Europa; queste resteranno probabilmente in vigore.
Il presidente americano ha dichiarato che Xi «lavorerà molto duramente per fermare il flusso delle sostanze chimiche per il fentanil», usate per produrre una droga che sta uccidendo e distruggendo le vite di milioni di cittadini statunitensi, creando una vera crisi interna alla nazione.
Gli Stati Uniti hanno abbassato le tariffe dal 57% al 47% sui prodotti cinesi, allo scopo di fare pressione su Pechino, che ha confermato la loro sospensione.
Oltre all’alleggerimento delle tariffe, Trump e Xi hanno discusso della possibilità di vendere semiconduttori del colosso statunitense Nvidia alla Cina e di riprendere, da parte di Pechino, l’acquisto di soia americana, sospeso in risposta all’introduzione dei dazi d’oltreoceano. Si è anche raggiunta la sospensione, per un anno, dei pesanti dazi portuali per le navi cinesi e la possibilità di discutere ulteriormente di TikTok, che il presidente statunitense vorrebbe portare sotto un maggiore controllo americano.
Trump ha affermato che è stato trattato con intensità il conflitto in Ucraina, poiché la Cina ha un ruolo importante per la Russia, con l’acquisto di greggio russo e la vendita di componenti militari.
«Il mondo oggi si trova di fronte a molti problemi difficili», ha detto Xi. «La Cina e gli Stati Uniti possono assumersi congiuntamente le nostre responsabilità come grandi Paesi e lavorare insieme per realizzare cose più grandi e concrete, per il bene dei nostri due Paesi e del mondo intero».
Trump, ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, ha detto che non è stato trattato l’argomento Taiwan, l’isola considerata da Pechino una provincia ribelle che dovrà tornare sotto il governo cinese, in un modo o nell’altro, senza escludere l’uso della forza se necessario.
Nonostante l’accordo, la rivalità tra Cina e Stati Uniti rimane elevata per il mantenimento dell’egemonia globale e, più che una tregua, questo sembra solo un piccolo respiro di sollievo in un confronto che perdurerà, probabilmente, ancora per anni.





