top of page

Da compagno a ostacolo: il cortocircuito

L’estate, per migliaia di animali domestici, può diventare la stagione più rischiosa: quando arrivano le vacanze, aumentano le segnalazioni di cani e gatti abbandonati per strada, nelle campagne, agli autogrill o davanti ai rifugi.

Secondo Istat, nel 2024 oltre 10 milioni di famiglie italiane, il 37,7%, vivevano con almeno un animale: circa 25,5 milioni in totale. Il 22,1% aveva un cane, il 17,4% un gatto. Istat non quantifica gli abbandoni estivi 2025-2026, ma l’ENPA segnala un’emergenza crescente: nel 2025 ha recuperato 25.081 cani, il 50,7% in più sul 2024, e accolto 97.740 animali.

Ma cosa scatta nella mente di chi arriva a compiere un gesto simile?

Per la psicologa Dottoressa Maria Teresa Contente, l’abbandono è il risultato di un corto circuito mentale: si tenta di risolvere un problema finendo per ingrandirlo.

«Chi abbandona, raramente si sente un mostro», spiega. Più spesso si percepisce come vittima delle circostanze: l’hotel costa troppo, il viaggio è stressante, organizzarsi è complicato. Per riprendere il controllo della vacanza, sceglie allora la soluzione più drastica: eliminare quella che considera la fonte del problema.

E per soffocare il senso di colpa entra in gioco l’auto-illusione. L’animale viene declassato a oggetto oppure ci si racconta: “Tanto qualcuno lo troverà e starà meglio”. In altri casi, aggiunge Contente, «Tutto nasce da adozioni impulsive, fatte per colmare un vuoto momentaneo. Se non si è mai costruito un vero rapporto, al primo ostacolo logistico l’animale rischia di essere semplicemente “scartato”. Non si affronta il problema: si cancella il legame».

Ed è qui che i social possono cambiare la storia. Facebook, Instagram, gruppi locali e community dedicate agli animali permettono oggi di trasformare una difficoltà in una richiesta di aiuto. Un animale smarrito può essere cercato. Un animale che non si riesce più a gestire può trovare una nuova famiglia.

Ma anche online serve prudenza: affidare un cane o un gatto al primo sconosciuto che risponde a un annuncio non è una soluzione. Occorre verificare chi lo accoglierà, coinvolgere associazioni o professionisti quando necessario e garantire il corretto passaggio di proprietà. La tecnologia può aprire una porta, ma la responsabilità resta umana.

Nella Foto: la Dottoressa Maria Teresa Contente con il suo cane Leo,  che lo ha accolto 15 anni fa. In basso a destra Ciro
Nella Foto: la Dottoressa Maria Teresa Contente con il suo cane Leo, che lo ha accolto 15 anni fa. In basso a destra Ciro

E poi c’è Ciro, appena 18 mesi, che lo scorso 7 agosto si è allontanato dai suoi padroni. È iniziata così una corsa contro il tempo fatta di telefonate, appelli, segnalazioni e ricerche. Dieci giorni possono sembrare interminabili quando non sai dove sia il tuo cane.

A tenere accesa la speranza ci ha pensato Claudio, nome di fantasia, persona di grande spessore intellettuale e profondamente sensibile verso gli animali. Nonostante la paura, ha continuato a cercare, informare e coinvolgere persone, convinto che Ciro fosse ancora là fuori.

Ma Claudio non è rimasto solo. Intorno alla ricerca si è mobilitata una vera rete di solidarietà: persone che hanno condiviso appelli, rilanciato segnalazioni, seguito piste e contribuito a tenere viva la speranza. Una mobilitazione resa possibile anche dai social, capaci di trasformare in poche ore una richiesta d’aiuto in una chiamata collettiva all’azione.

Poi, dopo dieci giorni, il lieto fine: Ciro è stato ritrovato.

La sua storia dimostra che la solidarietà può diventare una forma concreta di salvataggio e che i social, se usati con responsabilità, possono trasformarsi in una rete di protezione per gli animali smarriti o da riaffidare.

Perché tra abbandonare e chiedere aiuto c’è tutta la differenza del mondo. E quando alla caparbietà di una persona si unisce la forza di una comunità, anche dopo dieci giorni la speranza può ancora avere quattro zampe e tornare a casa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

  • Instagram
  • Facebook
Logo-nosfondo.png

Il magazine di filosofia.

Scopri pensieri, articoli e novità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

  • Instagram
  • Facebook

© 2025 - La Bottega delle Filosofie è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Salerno - Reg. Num 2593/2024 - Direttore Responsabile Dario Luca Mattia - Direttore Editoriale Marco Antonio D'Aiutolo.

Produzione Riservata Copyright © La Bottega delle Filosofie

bottom of page