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Perché schedare gli “insegnanti di sinistra”?

Sono un'insegnante di Sinistra, innanzitutto, perché non mi riconosco nei valori di certa Destra, nostrana e no.

Mi spiego.


Ho studiato la Storia (e anche la lingua italiana) e so che clandestino non è sinonimo di delinquente.

 

Sono un'insegnante di Sinistra, perché, nei libri, ho letto che, in nome della Sicurezza, eletta a valore supremo, sono state scritte alcune tra le pagine più buie della Storia.

 

Sono un’insegnante di Sinistra perché credo che il disagio giovanile debba essere affrontato con le armi dell'educazione e della cultura, non con la mera repressione.

 

Sono di Sinistra perché, nella retorica dell'odio di certa Destra, le persone vengono catalogate secondo criteri arbitrari di “normalità”: perché il pianto dei miei ragazzi, bullizzati perché marocchini o omosessuali, mi fa soffrire e arrabbiare.

 

Sono di Sinistra perché provo orrore per le armi e so che il riarmo, nella Storia del secolo scorso, ha prodotto ben due catastrofi mondiali.

 

Sono di Sinistra, perché credo che la Scuola e la Sanità debbano essere un bene di tutti, non dei privilegiati che se le possono permettere, e perché mi rifiuto di credere che l'Economia debba essere il solo motore del mondo.

 

Ricordo molto bene che, una quindicina di anni fa, dopo aver detto, in una quinta, qualcosa che aveva il sapore di quanto scritto sopra, ho specificato che il mio discorso riguardava dei principi, era avulso dalla "politica dei partiti": una ragazza ha alzato la mano e ha tenuto a specificare: "Certo, prof! È nella Costituzione!"

 

Oggi è diverso: oggi, si sa, la Costituzione non è più di moda e certe affermazioni sfruttano l'etichetta del supremo insulto, "comunista", qualunque cosa questa parola significhi per chi la utilizza in tal modo.

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