Maria Cuono : "Il Covid non è un raffreddore, serve coscienza civile"
Comunicato Stampa
AGROPOLI. "Il Covid non è andato via e definirlo un banale raffreddore è una grande fesseria". A lanciare il severo monito è Maria Cuono, nota giornalista, scrittrice e docente di lingua e letteratura italiana, colpita da una fase acuta dell'infezione da SARS-CoV-2.
La professoressa, recentemente al centro della cronaca nazionale per la sua petizione sul posticipo scolastico, ha voluto denunciare apertamente la gravità dei sintomi riscontrati – tra cui febbre alta, problemi respiratori, mal di gola, mal di testa, nausea e attacchi di vomito – e la pericolosa tendenza collettiva a non effettuare più i tamponi diagnostici.
«L'ho fatto perché ho una coscienza e per il rispetto che devo ai miei studenti e colleghi, - ha dichiarato Cuono - Oggi viviamo in un clima di pericoloso negazionismo collettivo, dove sembra quasi che l'isolamento e la prevenzione siano diventati tabù o fastidi burocratici. Ma la salute pubblica non è un'opinione. Sottoporsi a un tampone ed evitare il contagio non è solo un atto formale, è un dovere etico fondamentale per proteggere le persone più fragili della nostra comunità. Il virus circola ancora e continua a colpire duramente: far finta che non esista non lo farà sparire».

La docente ha, infine, concluso invitando la cittadinanza alla massima prudenza, invocando una rinnovata consapevolezza sull'importanza delle tutele sanitarie e del rispetto reciproco.





