“Lex Start”: il laboratorio che riscrive la politica. E Volpe ne è l’architetto
- Dario Luca Mattia

- 17 nov
- Tempo di lettura: 2 min
Da anni, nel lessico politico italiano, il termine giovani è evocato con frequenza quasi rituale, ma raramente accompagnato da gesti concreti. È un dato sotto gli occhi di tutti: le nuove generazioni, appaiono sempre più disilluse, distanti dal proprio territorio, persuase che la politica sia divenuta un’arena autoreferenziale in cui strategie tattiche e rivalità di fazione – a destra come a sinistra – prevalgono sulla cura della cosa pubblica. L’apatia non nasce dal disinteresse, ma da un lento, costante logoramento della fiducia.

In questo scenario di diffusa sfiducia, sorprende e merita attenzione la traiettoria di Andrea Volpe, 39 anni, consigliere regionale della Campania e figura di spicco del Partito Socialista Italiano. Volpe ha scelto di invertire la rotta con un’iniziativa che non ha precedenti nel panorama legislativo italiano: la “Lex Start”, prima legge regionale interamente redatta dai giovani.
Ma che cosa è la Lex Start?
La Lex Start è un progetto/laboratorio istituzionale che coinvolge giovani tra 18 e 35 anni nella scrittura legislativa attraverso gruppi di lavoro seguiti dagli uffici tecnici regionali. Il percorso, strutturato in cicli, ha prodotto la prima legge redatta dai giovani: “Iniziative a sostegno della diffusione della musica classica, lirica e del teatro tra i giovani della Campania”. La norma promuove formazione musicale e teatrale, progetti culturali, una card multiservizi con agevolazioni, criteri di monitoraggio e collaborazioni con scuole, università, fondazioni e imprese, mirando anche a ricadute economiche su turismo e settore culturale.
La portata dell’esperimento va oltre la novità procedurale. Volpe ha saputo intercettare un bisogno profondo: restituire ai ragazzi il diritto di incidere, non solo di essere ascoltati. Ha creato un percorso partecipativo autentico, non folkloristico, nel quale studenti, neodiplomati, universitari e giovani professionisti hanno potuto confrontarsi con le dinamiche normative e trasformare idee in articolati legislativi. Non un laboratorio simbolico, dunque, ma una vera officina di cittadinanza attiva.
La “Lex Start” rappresenta un gesto politico che rompe l’inerzia: testimonia che il rinnovamento non passa necessariamente da proclami roboanti, ma da un metodo che riconosce il talento e le aspirazioni delle nuove generazioni, elevandole a coprotagoniste del processo decisionale. Volpe, con pragmatismo e visione, ha mostrato che l’età non definisce la distanza dalle generazioni più giovani; ciò che conta è la capacità di ascoltare e di interpretare il bisogno di futuro.
Se la politica vuole davvero riconquistare i suoi cittadini più giovani, dovrà prendere esempio da iniziative come questa: aprire spazi, non limitarli; generare fiducia, non pretenderla. Con la “Lex Start”, Andrea Volpe ha dimostrato che è possibile.





