top of page

La principessa Diana e la palpebra di Dio: una riflessione a partire dallo spettacolo teatrale

Nonostante siano passati molti decenni, è ancora vivo il ricordo di Lady Diana. Infatti, dal 3 all’8 marzo le è stata dedicata uno spettacolo teatrale al “lo Spazio Diamante Paola Giorgi in D” intitolato “La Principessa Diana e la palpebra di Dio”. Eppure, nonostante il caso della sua morte sia stato chiuso, sono ancora tanti i dubbi su cosa sia successo la notte del 31 agosto del 1997. 

Newcastle Libraries from Newcastle upon Tyne, England, Public domain, via Wikimedia Commons
Newcastle Libraries from Newcastle upon Tyne, England, Public domain, via Wikimedia Commons

Spettacolo dedicato a Lady D.

 

Lo spettacolo racconta la vita di Lady Diana Spencer dando voce alla sua figura in una sorta di memoriale post-mortem dove la principessa narra di sé e di tutto ciò che ha affrontato. Dopo lo spettacolo si è tenuto il talk “Un paio di braccia intorno”, intitolato nel modo in cui Diana chiamava la sua bulimia. L’incontro si è tenuto con il Dott. Leonardo Mendolicchio (psichiatra e psicoanalista, specialista in disturbi alimentari e salute mentale) che ha cercato di sensibilizzare lo spettatore sul tema dei disturbi alimentari.

 

La salute mentale della Principessa e le principali cause

 

La stessa Lady D. non fece mai mistero delle proprie fragilità, parlando apertamente nelle interviste della sua salute mentale. Alcune dichiarazioni, però, avrebbero dovuto restare riservate; furono invece rese pubbliche e affidate al giornalista Andrew Morton per la stesura della biografia “Diana, la vera storia nelle sue parole” (1992). Nell’intervista raccontò che, dopo il fidanzamento con il principe Carlo, il suo girovita era aumentato e che lui la rimproverava con frasi come “stiamo mettendo un po’ troppo grasso”, per di più proprio in occasione di eventi o momenti speciali. In seguito Diana riuscì a ridurre il girovita da 73 a 58 centimetri in soli cinque mesi. Disse che tutto ebbe inizio in quel periodo e che ci vollero dieci anni per guarire. Purtroppo non soffriva solo di bulimia: tentò più volte di togliersi la vita. A Carlo, tuttavia, sembrava non importare e dopo quei tentativi si comportava come se nulla fosse. Il dolore di Lady D. nasceva dal profondo senso di solitudine e dal sogno infranto di una famiglia perfetta.

 

Il tradimento del Principe Carlo con Camilla

 

Nella stessa intervista la principessa Diana affrontò anche il tema degli scandali e, soprattutto, della relazione tra Carlo e Camilla. Raccontò che il principe inviava fiori a Camilla ogni volta che lei stava male e di averlo sentito al telefono mentre le diceva: «Qualunque cosa accada, ti amerò per sempre». Nell’intervista televisiva del 20 novembre 1995 al programma Panorama della BBC, il giornalista Martin Bashir le chiese se Camilla avesse avuto un ruolo nella fine del matrimonio. Diana rispose con una frase rimasta celebre: in quel matrimonio erano in tre, quindi era un po’ affollato.

 

Le principali teorie del complotto legate alla notte dell’incidente

 

Diana sembrò quasi anticipare la propria morte molti anni prima, quando scrisse una lettera privata — successivamente resa pubblica — in cui esprimeva il timore che qualcuno potesse provocare un incidente d’auto per eliminarla. Secondo The Standard, in un articolo del 13 aprile 2012, la lettera fu inizialmente pubblicata con la censura dell’espressione “mio marito”; quando però emerse che il riferimento riguardava il principe Carlo, ogni accusa fu immediatamente smentita.

 

Proprio per questo timore la principessa era spesso ansiosa riguardo alla sicurezza: controllava che le auto su cui viaggiava fossero in perfette condizioni e indossava sempre la cintura di sicurezza, tranne quella notte. Un dettaglio che, per molti di coloro che la conoscevano bene, fece pensare che qualcosa non stesse andando come al solito.

 

Sebbene la versione ufficiale sostenga che alla guida dell’auto, quella notte, ci fosse Henri Paul — ritenuto ubriaco — esistono filmati registrati al Ritz Hotel circa trenta minuti prima dell’incidente che lo mostrano in perfetto equilibrio mentre si allaccia le scarpe, un gesto che difficilmente riuscirebbe a compiere una persona con un tasso alcolemico tre volte superiore al limite consentito.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

  • Instagram
  • Facebook
bottom of page