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Trieste Science + Fiction Festival, la scienza diventa spettacolare

3 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

XXVI Trieste Science + Fiction Festival, dal 3 all’8 novembre riflessioni sul presente attraverso il fantastico.


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Trieste torna ad essere la capitale della scienza e della fiction con un celebre festival arrivato alla 26a edizione. Dal 3 all’8 novembre la città giuliana ospita il Triesce Science + Fiction Festival con oltre 60 anteprime cinematografiche internazionali, nazionali e mondiali, confermando una vocazione che da oltre un quarto di secolo mette in dialogo cinema, scienza, letteratura e immaginazione.


Registi, attori e autori provenienti da tutto il mondo animano un programma che attraversa le molteplici declinazioni del fantastico, dalla fantascienza all'horror, dal fantasy alle produzioni più sperimentali. Ma, come da tradizione, l'appuntamento triestino non si limita alle proiezioni. Mostre, incontri, presentazioni editoriali, fumetti, videogiochi e nuove tecnologie contribuiscono a costruire uno spazio di confronto nel quale scienza e immaginazione si incontrano per interrogare il presente attraverso le visioni del futuro.


Tra gli ospiti più attesi, il regista Paolo Strippoli, presidente della giuria internazionale del Premio Asteroide, riconoscimento dedicato alle opere prime e ai registi emergenti del cinema di fantascienza, horror e fantasy. Domenica 8 alle 17.00, è inoltre protagonista della masterclass gratuita “Nuovi incubi italiani”, occasione per un viaggio tra le nuove frontiere dell’horror italiano e la costante innovazione dei suoi linguaggi. Partendo dalla propria esperienza artistica, Strippoli riflette sul potenziale rivoluzionario del cinema horror e sulla sua capacità di mettere in discussione le convenzioni narrative, sovvertire le aspettative del pubblico e dare forma alle inquietudini del contemporaneo. Un genere che, proprio attraverso la rappresentazione della paura, può diventare uno strumento per leggere le contraddizioni della società di ogni tempo.


Un appuntamento particolare è quello con Mauro Repetto, cofondatore e autore degli 883, che venerdì 6 presenta in anteprima il suo primo romanzo fantascientifico, Election Day 2067. L'opera si muove tra thriller, cyberpunk e riflessione politica, immaginando un futuro nel quale la democrazia è minacciata da super-autocrazie e multinazionali, mentre l'intelligenza artificiale rende sempre più indistinguibile il confine tra realtà e simulazione. Una quasi “cronaca” che solleva interrogativi sul presente come chi controllerà le tecnologie del futuro o quale spazio resterà all'identità individuale e alla libertà di scelta in una società dominata dagli algoritmi.


La chiusura è affidata a Bucking Fastard, il nuovo film di Werner Herzog, proiettato dopo la cerimonia di premiazione. La pellicola si ispira alla storia vera delle gemelle britanniche Freda e Greta Chaplin e racconta il legame simbiotico tra due sorelle disposte a intraprendere un'impresa impossibile, scavare un tunnel attraverso una montagna per raggiungere la propria terra promessa. Tra ossessioni, paesaggi surreali e personaggi eccentrici, Herzog torna a esplorare i confini tra realtà e immaginazione, identità e follia. L'opera è dedicata a David Lynch.


Fondato nel 2000, il TSF Festival raccoglie l'eredità dello storico Festival Internazionale del Film di Fantascienza che sempre Trieste ospitò dal 1963 al 1982, prima in manifestazione, in Europa oltre che in Italia, dedicata al cinema di genere. Nel corso degli anni ha visto personalità come Terry Gilliam, Neil Gaiman, Joe Dante, George Romero, Alejandro Jodorowsky e Roger Corman, diventando un punto di riferimento internazionale per la cultura del fantastico.


Proprio a Roger Corman, scomparso due anni fa, la rassegna dedica una retrospettiva di 6 film per celebrarne il centenario della nascita. Un autore dalle molteplici anime che seppe muoversi in completa  libertà tra fantascienza, horror, cinema gotico e controcultura. Uno spirito che gli valse un premio già nel 1963 con L’uomo dagli occhi a raggi X, un rapporto col festival e la città si sarebbe rinnovato diverse volte nel tempo. Le proiezioni sono introdotte dalla moglie e produttrice, Julie Corman, con tre titoli di registi che Corman ha contribuito a lanciare (Scorsese, Dante e Coppola) e altri tre film che hanno consolidato il suo successo personale di cineasta.


La capacità della fantascienza di trasformare le paure del presente in scenari possibili rappresenta uno degli elementi più interessanti della manifestazione. Il genere fantastico non è soltanto evasione o anticipazione tecnologica. Spesso funziona come uno specchio deformante, capace di rendere visibili dinamiche sociali e politiche che nella realtà quotidiana fatichiamo a riconoscere. Le distopie, in particolare, raccontano il rischio di un futuro nel quale il progresso tecnico non coincide necessariamente con quello umano. Una riflessione quindi dall’alto significato sociale e politico, troppo spesso relegata al rango di passione per “nerd” ma che porta con sé un enorme potenziale di critica sull’attualità.


Il calendario completo di incontri, film ed extra sul sito https://www.sciencefictionfestival.org/programma-2026/ 


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