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Sostenibilità del Foraging

Con l’arrivo della primavera ritornano le attività all’aperto, rese sicuramente più piacevoli dal clima mite, dalle fioriture e dalle varie fruttificazioni. Negli ultimi tempi, nell’ambito di queste attività, ha preso piede la pratica del Foraging, organizzata da privati, associazioni e appassionati ed esperti della natura.

 

Ma cos’è di preciso?

 

Il Foraging (in italiano: foraggiamento o ricerca del cibo) è il comportamento con cui un essere vivente cerca, seleziona e ottiene il proprio nutrimento. Oggi il termine indica, più che altro, un’attività ricreativa/conoscitiva di raccolta di cibo selvatico come erbe, bacche, funghi e radici; per esempio, andare in montagna a raccogliere more selvatiche, vuol dire fare Foraging.

 

Ovviamente sorge spontanea la riflessione che non sia nulla di nuovo o di moderna invenzione; infatti, è così e la pratica ha riacquistato fama poiché associata ad un modo di fare turismo e di passare il tempo all’aria aperta che da un lato è stato riscoperto, dall’altro può essere visto anche come una tendenza, assolutamente non negativa se praticata a giuste condizioni. Il Foraging, difatti, può sicuramente avvicinare le persone alla natura e alla vita al di fuori delle quattro mura…con un ma!

 

Se immaginiamo di fare tutti Foraging in questa primavera è facile capire che dopo in nostro passaggio potrebbe rimanere ben poco per gli altri abitanti della natura. Le pratiche di raccolta devono essere eseguite sempre in maniera oculata e rispettando ciò che molte persone spesso preferiscono ignorare: LE REGOLE.

 

Molti esperti di raccolta selvatica seguono la “regola del terzo”:

 

  • 1/3 si può raccogliere

  • 1/3 si lascia alla riproduzione

  • 1/3 per animali e natura

 

Questo perché se troppe persone raccolgono la stessa specie, la popolazione non riesce a riprodursi portando inevitabilmente a riduzione drastica della specie, perdita di biodiversità e squilibri nella catena alimentare. È da attenzionare poi, anche il modo in cui si raccoglie; magari portando con sé delle forbici precedentemente pulite con alcol ed evitando di sradicare, scavare senza criterio e ovviamente senza abbandonare o perdere rifiuti.

 

Oltre al “come” e “quanto”, ci sono altri due punti da non sottovalutare: “cosa” e “dove”, forse i più importanti per la conservazione degli habitat e delle specie.

 

Per quanto riguarda cosa raccogliere, dobbiamo tener presente che, ad esempio anche in Cilento, sono presenti numerose specie vegetali protette e la cui raccolta è vietata. Anche essenze che non ci aspettiamo potrebbero essere soggette a protezione regionale, un esempio sono le piante officinali spontanee. In Campania, infatti, tutte le piante officinali spontanee indicate dal Regio Decreto del 26 maggio 1932 n. 772 sono considerate protette e tutelate; ciò significa che non potrebbero essere raccolte liberamente senza specifica autorizzazione rilasciata dal Sindaco del comune dove si trovano, che indica specie, quantità, periodo e modalità di raccolta.

 

Molte specie spontanee (aromatiche e non come origano, erica, ecc.) sono soggette a questa tutela storica e molto spesso tale dettaglio non ci viene ricordato adeguatamente. Ovviamente ciò non vale se l’oggetto della nostra raccolta ricade nelle nostre proprietà private o se trattasi di essenze non spontanee, ma piantate appositamente.

 

Abbiamo poi il “dove”, altro punto fondamentale da considerare per un Foraging rispettoso dell’ambiente.

 

Come detto nel precedente paragrafo alcune piante sono soggette a protezione, assodato questo dobbiamo però prendere in considerazione un’altra possibilità, cioè piante non protette che crescono in aree protette!

 

Un esempio pratico può essere quello della Salicornia, questa non è automaticamente considerata “pianta protetta” in Campania solo perché è Salicornia. Tuttavia, suolo, habitat o popolazioni in aree protette (parchi, ZPS/ZSC di Natura 2000, Riserve ecc.) non possono essere raccolte senza permessi, perché ciò violerebbe la normativa sulla tutela degli habitat naturali.

Altro esempio molto efficace è quello del Limonium remotispiculum, endemismo della nostra provincia tipica delle comunità vegetali mediterranee esposte all’aerosol marino. Presente anche sulla conosciutissima falesia di Capo Palinuro, nonostante sia endemica, al momento non è inserita in elenchi legali nazionali o europei come specie protetta in modo specifico. Eppure l’area di Capo Palinuro è inclusa nella rete Natura 2000 come sito SIC/ZSC (Site of Community Importance / Zona Speciale di Conservazione, codice IT8050008) che protegge habitat costieri mediterranei e specie associate; quindi anche se la specie non è nella lista normativa degli animali o piante specificamente tutelate, gli habitat costieri rupicoli in cui vive (come “scogliere con comunità di Limonium e Crithmum”) sono considerati habitat di interesse comunitario e quindi protetti dalla normativa europea e nazionale. Ciò significa che la raccolta o il danneggiamento delle comunità vegetali costiere, incluse quelle in cui è presente Limonium remotispiculum, è soggetta a restrizioni e divieti per proteggere gli habitat naturali.

 

Come si può evincere da questi esempi, quindi, anche un’attività apparentemente semplice e innocua come il Foraging deve essere svolta con responsabilità e cognizione di causa. Passare del tempo in natura può sicuramente arricchirci, ma dobbiamo tener presente che il rispetto di alcune disposizioni è fondamentale, anche per continuare a svolgere queste stesse attività in un prossimo futuro.

 

Infine, a titolo di riflessione personale, talvolta sarebbe interessante osservare la natura con uno sguardo svincolato da una prospettiva puramente utilitaristica. Limitarsi a contemplarla con sincera ammirazione, senza l’esigenza di individuarvi un beneficio o un vantaggio immediato per l’essere umano; potrebbe essere un piccolo passo verso una connessione più profonda, forse, con l’ambiente che ci circonda.

Salicornia europaea - Ghislain118 http://www.fleurs-des-montagnes.net, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Salicornia europaea - Ghislain118 http://www.fleurs-des-montagnes.net, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons


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