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Maturità 2026: riforma, storie e battiti di futuro

Alcuni giorni non si limitano ad arrivare, ma abitano in silenzio gli anni e li attraversano. Oggi, 18 giugno 2026: stessi muri, banchi, compagni… ma nulla davvero uguale. Una soglia, rito di passaggio all’età adulta, che non si esaurisce in una prova: maturità non è traguardo, ma sguardo rivolto al domani.


Un gruppo di studenti maturandi camminano nei corridoi di una scuola (visti di spalle)
Immagne realizzata da Nadia de Cristofaro con AI

Il nuovo format 2026, che vede coinvolto circa mezzo milione di studenti italiani, fonda sul solco di una riforma che rafforza competenze, collegamenti interdisciplinari, centralità e potenziamento del colloquio orale, obbligatorio e articolato su 4 discipline; uno spazio multidimensionale e integrato, in cui i saperi dialogano tra loro e lo studente è chiamato a costruirvi un ponte coerente, valorizzando competenze trasversali, ragionamento autonomo, capacità critica ed esperienze in PCTO.


Stessa logica per le due prove scritte: la prima, tesa a valutare padronanza della lingua italiana e capacità argomentative o analitiche; la seconda, con impostazione disciplinare specifica dell’indirizzo di studi, ma con focus sull’applicazione delle competenze.


La riforma, introdotta con D. L. n. 127/2025, si colloca all’interno di una visione più ampia del sistema scolastico italiano, recuperando l’originaria definizione e concetto di “Maturità”, superata nel 1997 dal così detto “Esame di Stato”: valorizzazione del percorso triennale finale e del voto in condotta, maggiore coerenza tra obiettivi educativi e prova d’esame, attenzione al profilo complessivo dello studente e al suo curriculum formativo anche extra-scolastico.


In questo scenario si insinua l'apporto dell'intelligenza artificiale attraverso strumenti quali ChatGPT, Gemini, Copilot, Claude e altre piattaforme generative che popolano ormai la quotidianità, affiancando numerosi studenti in attività di ricerca, nell'elaborazione di collegamenti interdisciplinari e nella simulazione del colloquio orale. Non semplici dotazioni tecnologiche, ma nuove interfacce del sapere, capaci di sveltire l'accesso a informazioni e rendere più dinamico il reperimento e confronto di contenuti. Nel tradizionale rito del “toto-tracce”, a ridosso della prima prova scritta, in migliaia interrogano algoritmi e chatbot alla ricerca dell'autore più atteso, dell'anniversario più significativo, della tematica più discussa: una sorta di moderna sibilla digitale che alimenta ipotesi e attese, sebbene nessun algoritmo potrà mai sostituire la profondità di una preparazione autentica, la finezza interpretativa del lento lavoro attraverso cui si costruisce il pensiero, affina il senso critico e forgia l’identità. Nell'era dell’IA, maturità non è solo intrecciare collegamenti, ma abitarli con consapevolezza, profondità di riflessione e originalità di voce, sintesi di un processo in cui convergono speranze, sogni e timori.


Dunque, la maturità si è a lungo mascherata nel suono di una campanella, in attese, in verifiche, in pagine e pagine... Un percorso tutto in divenire, una finestra sul futuro, tra amicizie, risate, delusioni, scoperte. Sempre, come ogni anno, il terreno sembra vibrare ed è subito un carosello di emozioni: entusiasmo e paura, fiducia e dubbio, desiderio di concludere e nostalgia. Il tempo, d’improvviso, cambia consistenza. A tratti corre. Si ferma. Infine sfugge.


Anno dopo anno la maturità non rinuncia alla sua natura più profonda. Non misura il valore, non racchiude l’intera storia; essa è passaggio che offre e custodisce un’opportunità preziosa: fermarsi e, in un istante, riconoscersi guardando indietro, lungo il cammino. Maturità è spendersi, fino in fondo, con coraggio e audacia, con presenza e perseveranza, verso una nuova traiettoria. Anche quando le forme cambiano, anche quando le modalità si aggiornano. E quando un giorno, tracce, aule e corridoi sfumeranno e l’eco della campanella si dissolverà, vivrà ancora quel battito accelerato… del futuro pronto a germogliare.


A tutti gli studenti che questa mattina vivranno speranze, timori e sogni: «Accogliete ogni emozione! Tutte sono parte del viaggio».

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