La traccia per l’esame di maturità che vorrei
- Daniela Loffredo

- 19 giu
- Tempo di lettura: 3 min
PROPOSTA DI TRACCIA PER L’ESAME DI MATURITÀ
Tratto da: Caroline Criado Perez, Invisibili. Come il nostro mondo ignora le donne in ogni campo. Dati alla mano, Einaudi, 2020.
“La storia dell’umanità, così come ci è tramandata, è un enorme vuoto di dati. A cominciare dalla teoria dell’Uomo cacciatore, gli studiosi del passato hanno lasciato poco spazio al ruolo delle donne nell’evoluzione culturale o biologica. Al contrario: si è deciso che le vite degli uomini dovessero rappresentare il percorso di tutto il genere umano. E così non sappiamo nulla di come vivesse l’altra metà: sulle donne, spesso, non vi è altro che silenzio. Ed è un silenzio onnipresente, che pervade tutta la nostra cultura. Cinema, giornalismo, letteratura, scienza, urbanistica, economia: le storie che ci raccontiamo riguardo al nostro passato, al presente e al futuro sono tutte contrassegnate – deturpate – da una «presenza-assenza» che ha la sagoma di un corpo femminile. È il gender data gap: la mancanza di dati di genere.
Ma il problema non finisce qui. Quei silenzi, quei vuoti, hanno effetti che si ripercuotono sulla vita quotidiana delle donne in modi che a volte potrebbero sembrare marginali: ci sono donne che tremano dentro uffici la cui temperatura è regolata in base alle esigenze maschili, altre che devono fare acrobazie per raggiungere un ripiano comodissimo per un uomo di statura media, ma troppo alto per loro. Sono cose antipatiche, di sicuro anche ingiuste, ma almeno non si rischia la pelle. Non è come avere un incidente su un’auto con dispositivi di sicurezza che non tengono conto delle misure femminili. Non è come avere un attacco di cuore che non viene diagnosticato perché i sintomi sono considerati «atipici». In situazioni come queste, vivere in un mondo costruito a misura di maschio può costare la vita.
È importante chiarire sin d’ora che l’assenza di dati di genere non è sempre malevola, e neppure premeditata. Spesso è solo la conseguenza di un modo di pensare che esiste da millenni e che, in un certo senso, è un modo di non pensare. Una duplice inerzia del pensiero, se vogliamo: gli uomini si dànno per scontati, e delle donne non si parla neanche. Perché quando diciamo «umanità», tutto sommato, intendiamo l’insieme degli individui di sesso maschile. […] Ciò che conta davvero è stabilire se, dopo aver esaminato la mole dei dati che intendo fornire, sarà ancora tollerabile affermare che l’assenza di dati di genere sia del tutto casuale.
La mia tesi è che non lo è. La mia tesi è che il vuoto dei dati di genere sia al tempo stesso causa ed effetto di quella sorta di non-pensiero che concepisce l’umanità come quasi soltanto maschile. Vi mostrerò quanto sia frequente e diffuso questo inganno, e in che modo esso distorca i dati apparentemente oggettivi che condizionano una parte sempre più ampia delle nostre vite. Vi mostrerò che persino nel nostro mondo iperrazionale guidato da inflessibili supercomputer le donne sono ancora in buona parte il «secondo sesso» di cui parlava Simone de Beauvoir, un secondo sesso che rischia di essere trattato – quando va bene – come una sottocategoria dell’umano.”
Sulla base degli spunti di riflessione offerti dal testo proposto, dalle tue letture e conoscenze sull’argomento, elabora un testo coerente e coeso sul tema della parità di genere, anche facendo riferimento alle argomentazioni offerte dall’autrice di Invisibili.
È così che vorrei una traccia per l’esame di maturità, e non ho scelto questo brano per caso, ma perché penso che sia un quadro di ciò che accade silenziosamente ogni giorno e che si palesa, poi, a volume molto più alto in queste occasioni. La scuola deve formare cittadini consapevoli, dare le basi per lo sviluppo del pensiero critico, e il rispetto e la considerazione delle donne sono tematiche che non possono e non devono passare sempre inosservate. Che dire, andrà meglio il prossimo anno?




